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Manifestazioni, sagre, mostre, eventi e spettacoli che ruotano intorno al mondo dell'agriturismo.


A Roma la protesta dei risicoltori Coldiretti, ora stop a prodotto cambogiano

21/07/2014

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Nel 2014 si è verificata in un solo anno una riduzione del 22 per cento per una riduzione di oltre 15mila ettari delle risaie destinate alla coltivazione di riso varietà indica che viene importata dalla Cambogia, a danno dei coltivatori italiani e a rischio della salute dei consumatori con un allarme sanitario alla settimana provocati dal prodotto asiatico. E’ quanto denuncia la Coldiretti nell’ambito della “battaglia del riso” che si è spostata a Roma dove agricoltori e mondine dalle campagne delle principali regioni di produzione sono arrivati per manifestare davanti al Ministero delle Politiche agricole con la distribuzione del vero riso italiano. L'iniziativa nella Capitale segue quelle organizzate a livello territoriale, dal Piemonte alla Lombardia, dall'Emilia al Veneto fino alla Sardegna. L'accordo Everything But Arms (Tutto tranne le armi) che ha portato all’azzeramento dei dazi ha favorito l’insediamento di multinazionali in Paesi meno avanzati dove hanno fatto incetta di terreni e si coltiva riso senza adeguate tutele del lavoro e con l’utilizzo di prodotti chimici vietati da decenni nelle campagne italiane ed europee. Per questo dopo la mobilitazione sul territorio, una delegazione di produttori rappresentativa di tutte le regioni guidata dal presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo ha portato al Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina un campione di riso importato dalla Cambogia per chiedere che vengano fatti controlli qualitativi dopo che nel primo semestre 2014 il sistema di allerta rapido Europeo (RASFF) ha effettuato quasi una notifica a settimana per riso e prodotti derivati di provenienza asiatica per la presenza di pesticidi non autorizzati o che superano i limiti ammessi di residuo e assenza di certificazioni sanitarie.

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